Argomento interessante e attuale, testo scorrevole e chiaro (magari accompagnato da qualche bella immagine) e soprattutto: un titolo aperitivo, perché è quello che venir fame di aprire. Queste le caratteristiche fondamentali della “mail perfetta” che conosciamo. Rimane il dilemma: qual è il giorno più performante per spedire una newsletter? La risposta riserva qualche sorpresa.
Se una volta, nel direct marketing classico (quello fatto di lettere con francobollo e telefonate) le cose erano certificate (i giorni ideali erano all’approssimarsi del weekend, quando le “difese psicologiche” si allentano), oggi col DEM (direct e-mail marketing) le cose sono cambiate. E non sono così codificate.
Basta fare una semplice ricerca su Google: la prima cosa che salta all’occhio è la grande varietà di pareri: chi dice, generalmente, i giorni interni della settimana, chi (nella maggior parte dei casi) più precisamente il martedì, chi “mai il venerdì” e chi, al contrario, privilegia proprio questo giorno. Insomma, la contradditorietà regna sovrana.
Secondo Marketing Sherpa (ricerca del 2013 che analizza il tasso di spedizione e di apertura delle newsletter), il giorno preferibile è il martedì (a metà mattinata, quando il destinatario ha già proceduto a “evadere” le mail accumulatesi tra il weekend e lunedì), mentre il venerdì è da evitare. Secondo la più recente ricerca di GetResponse (2014), il martedì si conferma il giorno migliore per chi punta all’apertura (19,9%)... Ma ecco la sorpresa: il venerdì si distingue per performance: a fronte di un buon 19,6% di apertura, il tasso di click (4,90% contro il 4,55% del martedì e il 4,66% del giovedì) lo rende particolarmente interessante.
Quindi?
Quindi c’è una prima certezza: con la venuta del web prima e la diffusione degli smartphone poi, il “momento migliore” si è sempre più splittato non solo nel corso della settimana (weekend a parte, i tassi di apertura si differenziano per pochi decimali di punto nei 5 giorni lavorativi) ma anche nel corso della giornata (con gli smartphone la posta è consultata ovunque e in qualsiasi momento).
Queste modalità di lettura portano a una constatazione di principio: torniamo a puntare sui contenuti. Torniamo a dedicarci al merito e naturalmente alla forma del linguaggio digitale, ma senza contare troppo su stratagemmi tattici. Ciò che conta è accendere nel cliente o potenziale che sia  la fiammella dell’interesse con argomenti che lo coinvolgono nella sua vita privata o pubblica. Con una mail (tra gli altri strumenti) dirgli, dati alla mano, perché è meglio parlare con noi piuttosto che con quell’antipatica della concorrenza.
Fosse anche mezzanotte, chi legge sarà colpito da quell’essenza che raggiunge il cuore.
R.G.
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