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Quba

Costruire un’identità forte è questione di carattere. Sempre!

Sei quello che sei nel bene e nel male.

Se sono Bob Dylan non metto lo smoking nemmeno per ritirare il premio Nobel (anche se in verità non sappiamo come l’abbia ritirato, perché non c’erano fotografi. Tra l’altro, comunemente si pensa che non l’abbia proprio ritirato, non essendo andato alla cerimonia ufficiale, sebbene l’abbia fatto mesi dopo, in forma privatissima…). Alterigia, arroganza? Nemmeno per sogno, avrebbe scalfito l’identità costruita in 50 anni di profilo impeccabilmente Dylan. Nel suo caso, il “cedimento” avrebbe comportato un prezzo troppo alto.

La maionese ha esattamente gli stessi problemi. Il suo Nobel è la conquista del primato nel mercato. Il suo vestito (packaging) e il suo linguaggio restano coerenti per parlare ai suoi consumatori. Oggi il dibattito intorno alla maionese fra amanti e ferocemente contrari si è placato e il suo mercato continua indisturbato intorno alla sua identità quasi sacrale.

L’identità forte resite al tempo e a volte conquista mercati inattesi.

Un esempio della nostra epoca: gli smanettoni di Facebook sono diventati vecchi? Non anagraficamente (beh, anche), ma culturalmente: da quando è nato nel 2004 ad oggi un 13enne è diventato 31enne. Facebook non ha cambiato identità, perché è e resta un social, solo che inglobando tutto quel mondo del pettegolezzo dei vicoli, del chiacchiericcio da salotto e delle discussioni da osteria che apparteneva a target demografici tutt’altro che giovani, ha spiazzato questi ultimi, i quali trovandosi in compagnia dei genitori o addirittura dei nonni, hanno sostituito il canale con Instagram – e i giovanissimi con Tik Tok. Per il momento.

Quindi?

Segui il pubblico che ti riconosce, non abbandonarlo per ritornare al pubblico che ti eri immaginato.

Monitora costantemente di essere coerente con il tuo tempo mantenendoti integro nella tua identità. Se si riesce, effettua ricerche continue sulle motivazioni/emozioni di chi ti acquista.

La Coca-Cola è nata 130 anni fa, ha seguito il suo pubblico (“pubblico”, appunto, non “target”). E anche la Coca-Cola vende a tanti, come detto fin troppe volte, ma non a tutti. E così è per ogni azienda (a meno che tu non sia Amazon. Ma soltanto per ora! Ne riparleremo presto…).

Sei azienda, brand, insegna, gruppo. Per quello che sei ti riconoscono e ti cercano. Ma il contesto cambia in continuazione. Cambiano i linguaggi e le motivazioni/emozioni di chi ti acquista. C’è stata una pandemia: come ti riconoscono al momento della rinascita? Il tuo pubblico è cambiato? Quanto? E tu?

Se il prodotto fa parte della vita di una persona, deve restarci consapevolmente. È questa la parte più complessa dell’attività di comunicazione di un’impresa e non può essere asettica rispetto al suo tempo. Anzi, deve prendere posizione insieme ai suoi fan (che sono clienti).

 

 

>> Se lo desiderate ne possiamo parlare, saremo felici di ascoltarvi.

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